Comune di Gonars

Vrhnika, città gemellata

Ricerca rapida


< vai al contenuto centrale




Il tuo percorso: Ti trovi qui: Comune di Gonars > Informazioni > Il Parco del Corno > La fauna del Parco

La fauna del Parco

Uccelli

Gli uccelli sono presenti in numerose specie stanziali, migratorie ed accidentali. La Lista rossa degli animali d’Italia e la Direttiva Uccelli (79/409/CEE) ne segnalano circa 90 come specie in pericolo o vulnerabili.

Le specie stanziali sono quelle presenti tutto l’anno. Della famiglia dei Rallidi, ci sono il piccolo tuffetto (Tachybaptus ruficollis), il germano reale (Anas platyrhynchos), la gallinella d’acqua (Gallinula chloropus). Nelle zone boscate vivono diverse specie di Passeriformi: il merlo (Turdus merula), la ghiandaia (Garrulus glandarius), la gazza (Pica pica), la cornacchia grigia (Cornus corone cornix). Il pendolino (Remiz pendulinus) costruisce il suo particolarissimo nido a forma di fiaschetta, fissato a un sottile ramo di salice pendente sull’acqua. Sono presenti tutto l’anno anche il picchio verde (Picus viridis) e il picchio rosso maggiore (Dendrocopos major); sono facilmente riconoscibili per il loro tipico volo ondulato, dovuto all’alternanza di colpi d’ala rapidi e forti e brevi planate. Gli aironi si riconoscono da lontano per le lunghe zampe; i più numerosi sono l’airone cinerino (Ardea cinerea), l’airone bianco maggiore (Casmerodius albus) e la garzetta (Egretta garzetta). Tra i rapaci diurni ci sono lo sparviere (Accipiter nisus), il gheppio (Falco tinninculus), la poiana (Buteo buteo); tra i rapaci notturni, la civetta (Athene noctua) e il gufo comune (Asio otus).

Le specie estive nidificanti comprendono quegli uccelli migratori che, dopo aver svernato in Africa, ritornano in primavera per nidificare. Tra questi, ci sono la cannaiola (Acrocephalus scirpaceus), l’usignolo (Luscinia megarhynchos), il rigogolo (Oriolus oriolus) dalla appariscente livrea gialla e nera e la capinera (Sylvia atricapilla). Di grande pregio naturalistico è l’albanella minore (Circus pygargus), poianele in friulano, che è diventata anche il simbolo di questo Parco. I maschi, più piccoli delle femmine, sono di colore grigio con il ventre bianco e la punta delle ali nera; le femmine invece hanno un piumaggio marrone  rossiccio con il groppone bianco. Tra i migratori sono presenti inoltre l’alzavola (Anas crecca), il piro piro boschereccio (Tringa glareola) e molti Passeriformi, come lo stiaccino (Saxicola rubetra), il merlo dal collare (Tordus torquatus), il tordo bottaccio (Turdus phylomelus), il beccafico (Sylvia borin). I migratori non sono soltanto estivi: d’inverno altre specie, provenienti da nord, si fermano in queste zone per svernare. Tra queste, lo scricciolo (Troglodytes troglodytes), il pettirosso (Erithacus rubecula), il regolo (Regulus regulus) che è il più piccolo uccello europeo, l’albanella reale (Circus cineaus).

Mammiferi

Tra i piccoli mammiferi ci sono molti roditori, come il topo campagnolo (Apodemus agrarius), il ratto d’acqua (Arvicola terrestris) e il topolino delle risaie (Micromys minutus), il più piccolo roditore europeo. Importante è la presenza di alcuni Mustelidi, come la faina (Martes foina), la donnola (Mustela nivalis) e la puzzola (Mustela putorius), segnalata come specie in pericolo di estinzione. Anche lo scoiattolo selvatico (Sciurus vulgaris) è specie protetta. Tra i mammiferi di media taglia c’è la volpe (Vulpes vulpes), dall’inconfondibile mantello rosso fulvo. Alla sera o alla mattina presto nei prati si possono vedere caprioli (Capreolus capreolus) e lepri (Lepus europaeus). Più difficile è vedere altri mammiferi che hanno per lo più abitudini notturne, come il riccio (Erinaceus italicus).

Rettili

È ancora molto diffusa la  testuggine palustre (Emys orbicularis), timida e veloce, di colore nero verdastro con macchie gialle appariscenti. Tra le numerose specie di Sauri, la più comune è il ramarro (Lacerta bilineata) e quella di maggior pregio naturalistico è la lucertola vivipara (Zootoca vivipara). Specie tipica dell’ambiente alpino, qui è un relitto glaciale; infatti, si è insediata in queste zone durante le glaciazioni e qui è rimasta anche in seguito, grazie al microclima rinfrescato dalle acque di risorgiva. L’orbettino (Anguis fragilis) è un sauro apodo, cioè senza piedi, caratteristica che lo fa assomigliare ai serpenti.

Tra i serpenti, il più comune è la biscia dal collare (Natrix natrix). Sono presenti inoltre il saettone (Elaphe longissima), in friulano magne, rettile non velenoso che può raggiungere i due metri di lunghezza, e il biacco maggiore (Coluber viridiflavus), che nella forma locale è di colore nero e proprio per questo in friulano è chiamato carbon. Si trova anche la vipera comune (Vipera aspis francisciredi), ormai scomparsa nel resto della pianura padana. È l’unico serpente velenoso di queste zone, ma la dose di veleno iniettata con un morso non è letale per l’uomo.

Anfibi

Nelle zone di torbiera è diffusa la rana verde (Rana esculenta), anche detta rana dei fossi. Sulla folta vegetazione che cinge le polle è molto comune la raganella italiana (Hyla intermedia). Sono meno comuni la rana agile (Rana dalmatina) e la rana di Lataste (Rana latastei); hanno un colore bruno che le rende perfettamente mimetiche sul fogliame del sottobosco. Il rospo comune (Bufo bufo) è raro e comunque difficile da incontrare per le sue abitudini notturne.

Nelle zone stagnanti vivono il tritone crestato (Triturus carnifex), l’ululone dal ventre giallo (Bombina variegata) e il pelobate insubrico (Pelobates cuscus insubricus), tutte specie dichiarate di interesse comunitario.

Pesci

Tra le diverse specie di pesci presenti nel Parco, nove sono inserite nella Lista rossa degli animali d’Italia e cinque sono dichiarate di interesse comunitario.

Nelle acque a corrente media  e veloce con fondo di ghiaia o sabbia e poca vegetazione, vivono lo scazzone (Cottus gobio), il vairone (Leuciscus souffia), il barbo (Barbus plebejus), la sanguinerola (Phoxinus phoxinus); questi pesci depongono le uova sotto i sassi per contrastare la forza della corrente che potrebbe trascinarle via. Troviamo anche la rara lampreda padana (Lethenteron zanandreai), specie endemica della pianura padano-veneta e la trota marmorata (Salmo marmoratus), specie  endemica delle risorgive.

Nelle acque a decorso lento con fondo melmoso e vegetazione fitta, vi sono pesci che depongono le uova attaccandole alla vegetazione come il cobite comune (Cobitis tenia) e la tinca (Tinca tinca). Ci sono inoltre specie carnivore come il luccio (Esox lucius), l’anguilla (Anguilla anguilla), il trotto (Rutilus erithrophtalmus), il ghiozzo padano (Padogobius martensi) e il panzarolo (Knipowitschia punctatissima). 

Invertebrati

Sono presenti nel suolo in grandi quantità e varietà chiocciole, lombrichi, sanguisughe, ragni, crostacei e numerosi insetti come libellule, cavallette, farfalle, coleotteri.

Sono state segnalate come specie di interesse comunitario la chiocciola Vertigo angustior, che vive in terreni umidi; il cervo volante (Lucanus cervus), che vive nei boschi di querce maturi; la farfalla (Coenonympha oedippus), legata alle zone umide e ormai rara; il gambero d’acqua dolce (Austropotamobius pallipes fulcisianus), diffuso un tempo in tutti i corsi d’acqua dolce della regione, e ora invece piuttosto raro e presente solo in acque molto pulite.