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Il borgo friulano

L’assetto dei borghi friulani ha origine nell’XI secolo con la colonizzazione patriarcale. I patriarchi intervengono sul precedente modello feudale rinnovandolo e adattandolo alle proprie esigenze. Da allora e fino alla metà del secolo scorso, il Friuli, anche se subisce varie invasioni e domini esterni, costituisce una realtà isolata: gli influssi dall’esterno, se ci sono, sono così deboli e tardivi da non comportare sostanziali cambiamenti al modello originario, che rimane dunque quello patriarcale.

L’organizzazione territoriale friulana è radiale, in funzione del grado di attività antropica, che decresce man mano che ci si sposta dal centro - il borgo - alla periferia. Il borgo è costituito dall’aggregazione delle singole unità abitative, di solito abbastanza omogenee, che si allineano in maniera compatta ai due lati della strada, che a sua volta è l’elemento di aggregazione. Ogni unità comprende una corte interna, fulcro delle attività familiari, che è uno spazio scoperto in terra battuta, recintato per proteggere gli animali da cortile che vi vengono allevati; attorno alla corte ci sono un edificio adibito in parte ad abitazione, in parte a stalla e deposito, e una braide o bearç, anch’essa recintata con un muro basso per impedirne l’accesso agli animali da cortile, adibita a colture intensive (verdura, viti, frutta), collocata di solito dalla parte opposta rispetto alla strada. Più oltre ci sono i campi, e poi, ancora più lontani dal borgo, prati, pascoli e boschi. Gli edifici si collocano sempre a nord e ad est della corte per ottimizzare l’esposizione solare. In funzione dell’orientamento delle strade, le case possono quindi essere allineate in modo compatto a formare una cortina continua; in questo caso esse presentano anche un portone piuttosto ampio per il passaggio di carri e animali.

Fauglis, via IV novembre. La strada corre da est a ovest e questo è il prospetto delle case sul lato sud. In questo caso, le corti si dispongono a sud dellle case e quindi dietro di esse. Sul lato della strada, le case sono perciò allineate in una cortina continua. L'ingresso di carri e animali nelle corti interne è consentito dagli ampi portoni.
Ontagnano, via Liberazione, lato sud
Ontagnano, via Palmanova, lato sud

In altri casi, l’allineamento sulla strada è una composizione alternata di case e corti e il passaggio verso l’interno è ricavato nel muro di cinta della corte.

Fauglis, via IV novembre, lato nord. In questo caso, le corti non possono collocarsi a sud delle case, perché verrebbero a trovarsi davanti ad esse sul lato della strada. Per garantirsi una buona esposizione solare, si collocano perciò a ovest degli edifici. Dal momento che la strada corre da est a ovest, la cortina non è continua, ma un alternarsi di case e muri di cinta delle corti.
Fauglis, via Aquileia. La strada corre da nord a sud e questo è il prospetto delle case sul lato est. Le corti sono disposte a sud delle case e quindi la cortina sulla strada è composta da edifici e muri di cinta alternati.
Fauglis, via Aquileia, lato ovest. In questo tratto le corti sono disposte a ovest delle case, che possono perciò costituire una cortina compatta sulla strada.

In tutti i casi, comunque, l’unità a corte è caratterizzata da una chiusura verso la strada, con evidenti finalità difensive. Le unità abitative si aprono verso la strada il meno possibile e le aperture sono protette con portoni, feritoie, scuri, grate. Verso la corte interna, invece, ci sono logge, ballatoi, scale, porte.

Riferimenti bibliografici:

Friulabio / Luciano Di Sopra. - [Udine] : Casamassima, 1989

La casa rurale nel Friuli / Emilio Scarin. - Firenze : CNR, Comitato nazionale per la geografia, 1943