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L'ambiente naturale

Elemento fondamentale per la storia del territorio di Gonars è la sua posizione, a cavallo della linea delle risorgive. Il fenomeno delle risorgive è determinato dalla diversa composizione del terreno di Alta e Bassa pianura.  Il terreno dell’Alta pianura è costituito da ciottoli e ghiaia ed è  estremamente permeabile; qui i fiumi sono assorbiti dal terreno e scorrono nel sottosuolo. La Bassa pianura, invece, è costituita da materiale fine e sottile, che si compatta fortemente e rende il terreno impermeabile. Nel sottosuolo l’acqua si muove da monte a valle; raggiunta la Bassa pianura, però, non riesce più a procedere perché i pori tra i vari elementi sono diventati piccolissimi. L’acqua così risale e viene a giorno determinando il fenomeno della risorgiva. La linea delle risorgive è la fascia, di ampiezza varia, tra l’Alta e la Bassa pianura in cui l’acqua affiora dal terreno. Al di sotto di questa fascia, il terreno è facilmente paludoso e richiede spesso determinati interventi per raccogliere le acque in appositi canali e creare quindi condizioni favorevoli ad insediamenti e coltivazioni. Nel caso di Gonars, il suo territorio più meridionale è detto appunto delle “Paludi” ed è stato, noi ora diciamo fortunatamente, escluso dalle bonifiche che hanno completamente modificato il resto della Bassa pianura friulana. Conserva ancora le caratteristiche  del paesaggio di risorgiva, mentre il territorio circostante è dominato da attività agricole intensive, ed è un importante sito di rifugio per diverse specie di uccelli, riccamente popolato anche da specie ittiche tipiche delle zone di risorgiva e da caprioli. In questa zona nasce inoltre il fiume Corno, che percorre poi i comuni di Porpetto e San Giorgio di Nogaro. Per le sue caratteristiche, la zona è stata dichiarata SIC (sito di interesse comunitario), con il nome di “Paludi di Gonars”. Un decreto regionale del 1998, riconoscendone l’importanza e la necessità di tutela, ha inoltre individuato anche il biotopo naturale delle “Paludi del Corno”. Infine, nel 2004 è stato istituito il “Parco intercomunale del Fiume Corno”. Il progetto prevede opere di miglioramento ambientale e paesaggistico e anche la realizzazione di un centro visite. La zona di parco che ricade nel comune di Gonars comprende le paludi e i borghi rurali dei Mulini di sopra, di mezzo e di sotto. Di questi tre edifici, di origine medievale, solo uno è sfuggito al deterioramento del tempo che ha cancellato la presenza degli altri due. In passato i mulini rappresentavano il fulcro della vita sociale ed economica; ad essi faceva riferimento l’economia di un paese o di più paesi e, anche se posti il più delle volte al di fuori dei centri abitati, come è il caso dei tre mulini di Gonars, costituivano un passaggio obbligato al fine di trasformare i cereali raccolti nei campi in farine commestibili. La loro importanza è legata infatti ai due elementi dell’acqua e della farina, che furono per secoli gli elementi primari e fondamentali dell’alimentazione della popolazione rurale friulana.

In questi terreni paludosi interventi umani e coltivazioni sono stati sempre scarsi: lo testimoniano anche i toponimi che non si riferiscono tanto a lavorazioni agricole, ma piuttosto parlano di terreni a sfruttamento estensivo e a uso comune. Il più noto è “Comunâi”; il termine indica un terreno di proprietà comunale o di proprietà comune tra tutti gli abitanti della villa, incolto, spesso distante dal paese, dal quale si ricavava fieno di cattiva qualità, legna e qualche frutto. Sono poi, com’è ovvio, numerosi gli idronimi: “Buenâl”: sorgente di pianura, risorgiva”; “Fontane dai Stopaçs”, che indica un fontanile; “Martidiel”, che deriva probabilmente dal latino “mortuus” e indicherebbe quindi un terreno abbondantemente paludoso e acque stagnanti; e, infine, “Paludo”.

Il primo piano di bonifica ad interessare il territorio di Gonars, che allora era più ampio dell’attuale, fu predisposto all’inizio degli anni Trenta del secolo scorso, ma per diversi anni non trovò alcun finanziamento. I terreni divennero, tra il  1939 e il 1940, di proprietà della Snia Viscosa, che nel frattempo aveva realizzato un insediamento industriale per la lavorazione di cellulosa in località Torre di Zuino (oggi Torviscosa). Le bonifiche del terreno vennero realizzate solo successivamente a questo passaggio di proprietà e la Snia utilizzò il terreno bonificato per la coltivazione di canna gentile, che doveva servire per la produzione di cellulosa. Nel 1940, infine, la L. 1621 istituì il Comune di Torviscosa, formato dai territori di proprietà della Snia e fino a quel momento appartenenti ad altri comuni. Al Comune di Gonars venne tolta, con un taglio netto che seguiva appunto la traccia della bonifica, la parte più meridionale di territorio.

La parte più settentrionale del comune, l'alta pianura, ricca di ghiaia perché posta al di sopra delle risorgive, presenta invece alcune situazioni a rischio ambientale. La ghiaia di cui è ricco questo terreno è stata utilizzata in numerose attività edili e soprattutto nella costruzione dell’autostrada, ma questo ha comportato la creazione di numerose cave al di sotto della Stradalta, tra cui alcune anche in comune di Gonars.  Alcune di queste sono ora diventate piccoli laghetti.

La linea delle risorgive ha condizionato anche la posizione di abitati e vie di comunicazione. Non è un caso che i tre borghi principali – Gonars, Ontagnano e Fauglis – stiano al di sopra di questa fascia, così come la Stradalta, strada di comunicazione importantissima per la Bassa friulana, di probabile origine protostorica, utilizzata poi dai Romani come via militare proprio per la sua posizione su terreni stabili e consistenti. Il terreno paludoso sotto questa linea avrebbe comportato continue manutenzioni e rallentato gli eserciti che dovevano invece muoversi velocemente e con vari carichi. La Stradalta divenne in seguito la via privilegiata per l’accesso da oriente, probabilmente perché era unita alla via proveniente da Lubiana. Da qui passarono Quadi, Marcomanni, Goti, Unni, Longobardi, Ungari e fu poi ancora utilizzata dai Veneziani e dai Francesi di Napoleone. Alcuni segni di questi passaggi sono arrivati fino a noi attraverso resti di insediamenti o elementi toponomastici: la strada provinciale che va da Codroipo verso est attraversando Bertiolo, Castions, Gonars è chiamata “Ungarica”, mentre la statale che segue il percorso della Stradalta è detta “Napoleonica”.

Riferimenti bibliografici:

Progetto Parco intercomunale del fiume Corno : relazione d’analisi : parte seconda / Provincia di Udine, Comune di Gonars, Comune di Porpetto, Comune di San Giorgio di Nogaro. – [Udine : Provincia di Udine], 2002

Gonars: mulins e risultivis : le paludi del fiume Corno / [testi di Silvano Candotto, Giuliana Nadalin, Glauco Vicario, Ermanno Dentesano]. - Gonars : Comune di Gonars, 2003

I nons locâi dal Comun di Gonârs / Ermanno Dentesano, Barbara Cinausero. - Gonârs : Comun di Gonârs; Udin : Societât Filologjche Furlane, 2005

Palma e la Bassa friulana / C.G. Mor. - p. 11-20
In: Palme : 53n Congres, 26 setembar 1976 / Societât Filologjche Furlane. - [Udine : Società Filologica Friulana, 1976]